Arnica - arnica
montana
L'Arnica montana è una pianta che appartiene
alla famiglia delle Asteracee, che cresce spontaneamente sulle nostre
montagne.
Dai fiori di questa pianta si ricavano gli estratti, usati da sempre tra le
popolazioni montane a scopo
antidolorifico,
anti-infiammatorio,
antipiretico.
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FAMIGLIA: Asteraceae.
HABITAT: tutte le zone montagnose d’Europa.
PARTE USATA: i fiori e il rizoma raccolti in autunno.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE:
la forma più consigliabile
è la tintura madre, la cui posologia giornaliera va da 0,5 a 0,8 gocce/kg,
suddivise in due somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti. Nella
maggior parte dei casi è comunque preferibile riservare questa droga al solo uso
per via topica, per la possibile incidenza di effetti collaterali.
COMPOSIZIONE CHIMICA:
contiene dallo 0,2 allo 0,5% di lattoni sesquiterpenici, in particolare elenalina, diidroelenalina e i loro
esteri acetati, isobutirrati, tigliati e isovalerati, che le conferiscono il
caratteristico sapore amaro. È presente una modesta quantità di olio essenziale
(circa 0,5%), mentre il colore dei fiori dipende dalla presenza di carotenoidi.
Abbiamo poi dei triterpeni, dei fitosteroli, degli acidi grassi, degli alcani,
dei polisaccaridi, degli acidi fenolici e delle cumarine. Contiene anche una
quantità di flavonoidi che va dallo 0,2 allo 0,3%.
PROPRIETA’ TERAPEUTICHE
Azione antiflogistica:
tradizionalmente viene usata per le sue proprietà antiflogistiche, analgesiche e
antiecchimotiche. Queste azioni sarebbero dovute essenzialmente ai lattoni
sesquiterpenici, i quali hanno dimostrato la capacità di inibire la migrazione
dei polimorfonucleati e la rottura delle membrane lisosomiali, con conseguente
riduzione della liberazione di sostanze citotossiche e flogogene da parte di
queste cellule.
Indicazioni principali: piccola traumatologia.
Azione prevalente: antidolorifica.
Altre azioni: anti-infiammatoria, antiecchimotica.
EFFETTI COLLATERALI:
per via interna può provocare cefalea, dolori
addominali migranti a tipo colica addominale, turbe vasomotorie con palpitazioni
cardiache e tachipnea. Inoltre può dare reazioni allergiche da fotosensibilizzazione, con arrossamento, prurito e bruciore delle parti cutanee
esposte alla luce.
Pertanto essa viene usata quasi esclusivamente per via topica, evitandone però
l'applicazione in vicinanza degli occhi, della bocca e in pazienti allergopatici.
CONTROINDICAZIONI: Non va usata in gravidanza, durante l'allattamento
e nel bambino al di sotto dei 12 anni di età. Può infatti avere azione
vasodilatatoria a livello dei vasi sanguigni uterini e stimolare le contrazioni
della muscolatura uterina, potendo in tal modo favorire un aborto..
Un impiego prolungato su cute danneggiata può provocare dermatiti edematose con
formazione di vescicole e/o di eczemi.
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: non note.
TOSSICOLOGIA: Studi in vitro hanno mostrato che i lattoni sesquiterpenici, e in particolare l'elenalina, possono causare aberrazioni cromosomiche.
Studi clinici
dimostrano l'efficacia di questa pianta: in uno studio sono stati coinvolti
pazienti operati alla mano perchè affetti da sindrome del tunnel carpale, ai
quali si somministrava una pomata di Arnica o un placebo. si è visto che
dopo 7 giorni i pazienti trattati con la pomata di Arnica avevano una
riduzione evidente del gonfiore e del dolore nella parte interessata.
Quando serve:
sotto forma di crema può essere utile in caso di slogature, contusioni e
distorsioni. Aiuta a ridurre la componente dolorosa dovuta a traumi (cadute,
urti...).La somministrazione:
l'uso di questa pianta va fatto solo per via
topica (esterna), perchè può essere tossica se assunta per bocca. Si
utilizzeranno quindi pomate, creme o gel all'Arnica, da frizionare
delicatamente sulle parti infiammate e dolenti.
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